Schirata

di Stefano Lovison

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L’ultimo sole illumina le pareti del Burèl. Foto di Paolo Colombera

‘Forte… forte a ciodàr. L’era ingegnèr. Specializzato in strutture reticolari, e così anche in parete. Un chiodo qui, una lametta di qua, questo piantà an cìn de là, collegato con sto qua…e tutto insieme caricato el cèn, tiene’.

‘La via l’aveva aperta da solo. Ad un certo punto mi butto in un diedro che normalmente sarebbe stonfo d’acqua. Di qua non era passato sicuro ma le pareti intorno sono liscie. Boh, non capisco… aspetta… fuori, a destra, c’è un chiodo, con un cordino, piantato a metà. Ma come avrà fatto ad arrivare fin là… forte’.

‘Di quel giorno ricordo che lui è stato davanti sempre. è partito il primo tiro, poi recuperava il secondo e mentre gli faceva sicura io, il terzo, il bocia, salivo e toglievo tutto, mentre Riccardo era già sul tiro sopra assicurato dal secondo. siam arrivati fuori di notte… io non l’ho mai visto in tutto il giorno. so solo che in qualsiasi condizione era sempre sopra, e sentivo solo i colpi del martello…tin…tin… quel giorno siamo partiti col sole, ha grandinato, nebbia, ha piovuto tre volte, ha anche nevicato…e lui sempre un tiro sopra tin..tin..tin…avanti sempre…forte’.

Con queste parole, dedicate al fortissimo Riccardo Bee, nel 2010 apriva i lavori Alpine Sketches.
L’autore è Nicola Cason, giovane e valente alpinista bellunese, conosciuto negli ambienti forumistici per la sua intelligente e corrosiva dialettica oltre che per la profonda conoscenza della storia alpinistica delle nostre montagne.

Nicola, nel 2011, è stato vittima di una grave incidente di montagna.
Così racconta dell’accaduto o di quello che le schegge di memoria gli permettono di ricostruire su quei fatti nel suo blog, Schirata:
Sto camminando verso l’attacco di una via. ci era già andato, anche da solo. in breve cado.

Trauma cranico, ematoma sottodurale.

Ma in effetti? Cosa è successo? Non lo so! Me lo hanno raccontato.
Toni, che era con me, dice che eravamo un punto ‘abbastanza tranquillo’.e che ho pizzicato camminando un rametto di mugo. Poi, a quanto pare, ho perso l’equilibrio e cominciato camminare per ri-eqilibrarmi, ma alla fine di un pendio c’era un salto. e dopo? sono passati mesi. Sono in un’altra stanza simile a una caserma.
[...]
Oggi (oggi) è il 18 luglio 2013 non confabulo più (o almeno non tanto).

Provo a farla ancora breve! non sono tornato come prima, diciamo che mi sto ricostruendo una vita.
ho una occasione unica, che chiunque sogna almeno una volta nella vita
ricominciare tutto da capo! e non è così tutto rose e fiori come si pensa…ma ‘sono vivo! e questo è bellissimo!”

Molti mesi sono passati da quel trauma, un lungo periodo fatto di piccoli recuperi e di tanta faticosa rieducazione fisica e psicologica. Ora che Nicola si sta riaffacciando alla normalità ha voglia di raccontarsi agli amici ma è conscio che se ‘parlane fa bene’, ‘occhio a non piangersi addosso’.

Nicola -ma anche Milarepa, Bepositive o Schirata- è stato tra i primi a darmi una mano. Ora, che il piacere di parlare di lui supera il riserbo, sono io a stringergliela, a mio modo, con questa sorta di cross-blogging.

Ciao Nicola!

http://schirata.altervista.org/

ps: da wikipedia El schirato -scoiattolo- (o sghirato, nome sientifico Sciurus vulgaris) el xe un picoło mamifero roditore ke’l vive sui àlbari durante el dì e ke’l se ripara drento i busi dei àlbari o sui gnari ke’l se fa ałe biforcaxion dei rami, de note o d’inverno, quando ke’l va in łetargo.

© Alpine Sketches 2013

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