Stefano Lovison, “ritrattista” di vette alpine

Di primo acchito, ammirando gli Alpine Sketches di Stefano Lovison, verrebbe da dire: «beh, dei bellissimi paesaggi di montagne!» Vero. Anzi, no. O meglio: di più, c’è molto di più, ma con meno.…

Corridoi di vernice

di Buzz Trovo che il proliferare dei segni di vernice in montagna sia non solo un obbrobrio per la vista, ma nel feticcio della sicurezza, anche qualcosa che porta a dimenticare la necessità,… Continua a leggere

Perdersi, senza perdersi

di Silvia Benetollo Dopo cena la stanchezza comincia a farsi sentire. Fuori il silenzio è incrinato solo da un vento leggero che fa fare “tin tin” al gancio della bandiera del Parco. Ci… Continua a leggere

Ardimenti e piccole sciagure di un pittore di montagne

  Vi dirò una cosa sui miei quadri di montagna. Ci metto veramente poco a farli. E non perché abbia particolare talento nel dipingere ma per un entusiasmo furibondo per cui voglio vedere la… Continua a leggere

Le mie mani

di Roberto Jann Hill Iannilli   “Ma lei che mestiere fa?” mi dice il chirurgo della mano che sta osservando le radiografie della mia destra. “L’architetto!” rispondo intuendo dove vuole andare a parare.… Continua a leggere

Cronache dal Nuptse

Quando ho raggiunto la sommità della parete, Janez non era lì per salutarmi. Al suo posto c’erano soltanto il vento fortissimo e delle impronte, che si dirigevano verso la cima nord-ovest lungo il… Continua a leggere

Stona

Stona di Luca Visentini …..Stona aveva un cavallo immaginario di nome Stoneone che richiamava con voce nasale e vibrante, o con un fischio acuto e potente da sentinella delle marmotte in un’alpe. Il… Continua a leggere

Un ricordo di Lorenzo Massarotto

di Francesco Lamo Antefatto Correva l’anno 1989 o forse 1990. Era autunno e con la mia Honda a quattro tempi, dopo l’opportuna pausa caffè al Bar alla Speranza, entravo nella ridente Valle di… Continua a leggere

Falesie come spiagge

di Buzz * In genere si muovono in branco. Quando si incontrano una o due unità isolate, è solo perché stanno cercando di raggiungere gli altri come loro. Riconoscerli è facilissimo: hanno le… Continua a leggere

Note di un alpinista di mezza età

di Stefano Lovison Colin Kirkus, uno dei miei eroi verticali, uno del 1930, aveva scritto che una volta che sei climber… sei un climber per sempre; e penso che questo sia vero per… Continua a leggere

Ossola Bella e Buona

“Ossola Bella e Buona”, il nuovo libro di Alberto Paleari e Livia Olivelli, non è una semplice guida di escursioni: è un viaggio a piedi alla scoperta di un territorio montano. E’ il… Continua a leggere

Les Drus (1)

di Davide Scaricabarozzi Ho il ricordo ben preciso della prima volta in cui vidi il Dru. Bisognerebbe dire i Drus perché di fatto sono due, il Grand Dru 3.754 metri e suo fratello… Continua a leggere

The Compressor route is no more

di Stefano Lovison Fino al 16 di gennaio 2012 Hayden Kennedy e Jason Kruk erano semplicemente due giovani e buoni alpinisti sul Cerro Torre. Prima di allora la tanto discussa via creata nel… Continua a leggere

Latok, l’alpinismo alla massima potenza

Per Jim Donini sono le montagne più difficili del mondo. Ma su quei giganti del Karakorum, quasi cime proibite, dal 1977 a oggi gli italiani sono stati più volte protagonisti. Latok, l’alpinismo alla massima potenza… Continua a leggere

“…e quindi uscimmo a riveder le stelle”

di Stefano Michelazzi Chissà se a Dante e Virgilio, all’uscita dal loro lungo viaggio nei gironi infernali, il mondo esterno apparve così luminoso come a noi parve la Val Gardena dalla cima della… Continua a leggere

Cory Hall, Indiani e Cowboy

di Luca Vallata Cory se n’è andato, travolto da una valanga. Era solo. Non so molto di più, ma presumibilmente era di mattina presto e faceva ancora buio. Poco prima deve essere uscito… Continua a leggere

Changabang, parete ovest

Il nome di Joe Tasker non è nuovo ai lettori della Rivista (la Rivista della Montagna, di cui all’epoca Gian Piero Motti era direttore, n.d.r.). È l’autore dell’articolo apparso sul numero 21  a proposito… Continua a leggere

“A Tita quel che è di Tita”

di Stefano Michelazzi   “Dülfer-Risse Technik!” (Tecnica di fessura alla Dülfer) urlo al mio cliente tedesco, che guarda un po’ sconcertato la bella fessura calcarea che gli si sta parando davanti e che… Continua a leggere

Stella alpina e lotta di classe

L’alpinismo dell’élites plasmato dal simbolo dell’edelweiss. E dalla Svizzera l’idea di «purezza» si impone a senso unico fin dentro la storia del Novecento

Liss del Pesgunfi

di Alessandro Gogna 5 luglio 1984 La partita era chiusa solo provvisoriamente. Una parete, divisa a metà da una cengia, era stata salita fino alla cengia stessa. In seguito avevano salito quattro lunghezze… Continua a leggere

L’impegno di arrampicare

di Ernesto Lomasti Amici, parenti, gente che appena mi conosce, mi rivolge subito la stessa do­manda: «Perché vai in montagna? Perché arrampichi? Perché vai da solo?» ed in seguito a questi quesiti nascono… Continua a leggere

Il crepaccio

di Stefano Lovison   Che cosa ci faccio qui bloccato in questa posizione assurda, ingoiato nel freddo ventre di una montagna dal nome ridicolo? Sono stupito più che essere terrorizzato. Uno sbuffo di aria… Continua a leggere

L’età di mezzo di Rocca Pendice

“Alessandro Gogna, Marco Preti ed io eravamo tornati da Yosemite con una montagna di idee confuse e con la prima italiana di Salathè Wall. Era il 1978 e da almeno tre anni cercavo… Continua a leggere

Io mica lo conoscevo poi tanto Marco Anghileri (Butch e il chiodo)

di Paolo Trezzi Io mica lo conoscevo poi tanto Marco Anghileri. Sapevo solo che era il papà di Giulio, un compagno di pallone del mio ragazzino ai tempi dell’Aurora. Si sapevo che era… Continua a leggere

Le linee effimere della Torre Egger

di Stefano Lovison   “Torno a casa ma ho già voglia di ripartire. Ho capito qual è il senso di una spedizione. E’ salire una montagna andando oltre. E’ distaccarsi dalla cima da… Continua a leggere